La "Santa" Pasqua
Il percorso iconografico della “Pasqua de ‘na vorta” a Roma e nel territorio metropolitano dai periodici della Biblioteca della Città Metropolitana di Roma Capitale:
La Santa Pasqua
Ecchesce a Pasqua. Ggià lo vedi, Nino:
la tavola è infiorata sana sana
d’erba-santa-maria, menta romana,
sarvia, perza, vïole e ttrosmarino.
Ggià ssò ppronti dall’antra sittimana
diesci fiaschetti e un bon baril de vino.
Ggià ppe ggrazzia de Ddio fuma er cammino
pe ccelebbrà sta festa a la cristiana.
Cristo è risusscitato: alegramente!
In sta ggiornata nun z’abbadi a spesa
e nun ze penzi a gguai un accidente.
Brodetto, ova, salame, zuppa ingresa,
carciofoli, granelli e ’r rimanente,
tutto a la grolia de la Santa Cchiesa.
Giuseppe Gioacchino Belli, 19 aprile 1835, sonetti.
Un arguto e interessante articolo di Mario Dell’Arco, “Pasqua e Pasquetta a Roma” in Lazio Ieri e Oggi, VI, 1 (1970), p.48-49, rievoca usanze e tradizioni pasquali che solo in parte sopravvivono ancora oggi: in primis, la “gita fori porta”, soprattutto verso “santuari agresti” che offrivano l’occasione di una sosta ad una rustica “osteria cucinante”, in cui gustare, secondo un altro sonetto del Belli Er pranzo de le minente [popolani arricchiti e pretenziosi], riso e piselli, lessi, trippa, salsicce e fegatelli, carciofi fritti, gnocchi, “pizza aricresciuta”, peperoni sottaceto, salumi e formaggi vari, vino, ciambelle.
Roma veniva presa d’assalto da tantissimi turisti stranieri che s’arrangiavano a dormire a caro prezzo fino ad Albano. Le osterie che già normalmente non brillavano per servizio e pulizia, erano strapiene fin dal mattino.
Ai tempi di Gregorio XIII, Il Giovedì Santo a San Pietro il Papa si affacciava dalla Loggia della Benedizione con un cero che lanciava ai fedeli che lo facevano a pezzi per conservarlo come reliquia.
Il Sabato Santo, invece, a San Giovanni in Laterano, venivano esposte le teste dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma.
Il giorno di Pasquetta era animato dalla grandiosa girandola di fuochi d’artificio a Castel Sant’Angelo, accompagnata da colpi di cannone.
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