27 gennaio 2024. Giorno della Memoria: "Non mi ero mai resa conto che nel mondo potesse esistere una tale sofferenza, e che qualcuno potesse uscirne vivo"

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Il 27 gennaio di ogni anno, in tutto il mondo, si commemora il “Giorno della Memoria della Deportazione e dello Sterminio” in ricordo delle vittime della Shoah.

È stato istituito dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005, nel ricordo del 27 gennaio 1945, giorno in cui le le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. liberando i pochi sopravvissuti.

La Biblioteca Istituzionale e l'Archivio Storico partecipano alla giornata di ricordo e riflessione attraverso la testimonianza di Edith Velmans Van Hessen, "ebrea olandese scampata all'Olocausto", che raccolse nel volume "Il libro di Edith" il suo diario di bambina e le "lettere del tempo di guerra". 

L'autrice, nata a L'Aja nel 1925, unica sopravvissuta della sua famiglia, dopo la guerra raggiunse con il marito il fratello che già viveva in America, divenendo una professionista, madre e nonna felice. Ma dopo cinquant'anni, sentì l'esigenza di raccontare la sua storia. "Il libro di Edith è una testimonianza importantissima, un documento storico fondamentale, una preziosa lezione morale per le giovani generazioni e per tutti coloro che credono nell'importanza della memoria" (quarta di copertina)

E' stupefacente quanto orrore si possa sopportare, se viene somministrato a piccole dosi. E' come veleno: se si comincia ad assumerlo molto gradualmente, aumentandone la quantità a goccia a goccia, il corpo finisce con l'assuefarsi

David Van Hessen maggio 1943

Nelle parole del padre di Edith, è il senso del libro: nelle pagine del diario, affiorano le piccole gocce di veleno che a poco a poco ma inesorabilmente macchiano la vita dorata e tranquilla di una tredicenne olandese fino a stravolgerla del tutto.

13 ottobre 1940

[...]Tutte le imprese gestite dagli ebrei, compresa quella di papà, dovevano essere registrate presso le autorità. Tutti gli impiegati governativi dovevano firmare una dichiarazione in cui affermavano di essere (o non essere) ariani. [...]

20 aprile 1941

[...] avevano emanato un decreto che proibiva agli ebrei l'ingresso nei caffè e nei cinema della mia città, L'Aja. I musicisti ebrei delle orchestre statali furono licenziati[...]

24 agosto 1941

[...] Cosa siamo venuti a sapere! Stasera c'era sul giornale: non possiamo più andare a scuola. [...]

10 maggio 1942

[...] Se decidi di fare un giro in bici, non vedi altro che cartelli con la scritta VIETATO AGLI EBREI. Ma io vado a passeggio con orgoglio con la mia stella sul petto.[...]

Mentre staccavo l'ultima stella, mi sentii liberata da un gran peso.[...]

[...] In una delle ultime lettere, papà aveva scritto: "non permettere che l'odio, in qualsiasi forma, domini la tua anima, perchè non porta a nulla di buono. L'odio  è una malattia che si trasmette, ma più forte, negli altri". [...] 

Delle 60.000 persone che erano state mandate ad Auschwitz- Birkenau dai Paesi Bassi, ne tornarono solo 500. Delle 34.000 la cui destinazione era Sobibor ne sopravvissero solo 19.

 

Edith VelmansIl libro di Edith (traduzione di Ira Rubini), Milano, Frassinelli, 1999

BIBL CMRC STO 524

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