Marguerite Yourcenair e Villa Adriana a Tivoli

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 “Ieri, alla Villa, ho pensato alle mille e mille esistenze silenziose, furtive come quelle degli animali, inconsce come quelle delle piante: vagabondi dei tempi del Piranesi, saccheggiatori di ruderi, mendicanti, caprai, contadini che hanno preso alloggio alla meglio in un angolo di rifiuti, che si sono succeduti qui tra Adriano e noi.”

Villa Adriana, la maestosa residenza dell’imperatore Adriano a Tivoli, ha rappresentato per la scrittrice Marguerite Yourcenar (1903-1987) il luogo d’elezione in cui il simbolico ed il reale si sono uniti, dando vita alle indimenticabili pagine del suo capolavoro Memorie di Adriano. Sin dagli anni venti, nei numerosi viaggi insieme al padre, un colto aristocratico, la Yourcenar conobbe il nostro Paese. Frequentò spesso Villa Adriana, maturando così un radicale amore per l’antichità classica e per l’Italia.

“Luoghi dove si è scelto di vivere, residenze invisibili che ci si è costruite a riparo del tempo. Ho abitato a Tivoli, ci morirò forse, come Adriano nell’isola di Achille.”

Bisogna amare profondamente un luogo, conoscerne i contorni e gli spazi reconditi per materializzare magicamente sulle sue rovine il passato. La scrittrice visitò la Villa per la prima volta nel 1924 e, fin da allora, quelle ” rovine libere e selvagge” evocano in lei la memoria di quel passato che ha contribuito poi a rendere celebre in tutto il mondo attraverso le parole di Adriano morente.

 

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Monologo finale Albertazzi 

 

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