25 aprile 1945-25 aprile 2024: "I muri ricordano"

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 Anche per la ricorrenza del 25 aprile, Festa della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal regime fascista, la Biblioteca Istituzionale e l'Archivio Storico presentano un volume di recente acquisizione nel proprio patrimonio librario e documentario, l'opera di Giuseppe Mogavero, I muri ricordano. La Resistenza a Roma attraverso le epigrafi (1943-1945), ANPI, Comitato provinciale di Roma
Bolsena, Massari, 2002.

"Questo lavoro è soprattutto un atto d'amore per Roma.

Dopo anni trascorsi a girovagare, curiosare e ricercare, ho concretizzato ciò che il cuore e gli occhi avevano scelto di memoreizzare: le epigrafi commemorative sui palazzi, sui muri e sulle mura, a volte seminascoste e che, in ordine sparso, la città ha voluto apporre a ricordo degli eventi e dei suoi protagonisti.

E' nata così una ricerca ad ampio raggio, una cronologia dell'Urbe senza soluzione di continuità, fondata su una lettura dettagliata dei principali eventi che Roma e i Romani hanno vissuto dal 1500 ad oggi, realizzata attraverso le memorie incise nel marmo e nella pietra."

Le epigrafi che commemorano eventi accaduti tra il 25 luglio 1943 e l'arrivo degli Alleati "sono parte di questa lettura della storia della città".

Epigrafi, lapidi, targhe commemorative, dediche di edifici pubblici e vie intitolate: "E' una storia fatta da uomini (e donne) [...] La storia di tutti questi cittadini è racchiusa nella loro intensa esperienza di lotta e di sofferenze, di torture e di morte."

L'apporto e il ruolo importante delle donne nella Resistenza romana e, in generale italiana, oggetto solo in tempi recenti di approfondimento storiografico, è testimoniato da molte targhe e lapidi che le ricordano: "diverse donne caddero per mano tedesca, mentre altre, come Maria Teresa Regard e Carla Capponi parteciparono alla battaglia di Porta San Paolo, dove i soldati ricevettero pane e patate bollite da improvvisate vivandiere; vi furono donne che morirono uccese per il pane o per riavere il proprio uomo, come Teresa Gullace.

A Roma e nel Lazio esse sono protagoniste nella lotta armata, ma anche di azioni clandestine, come l'ospitalità ai fuggiaschi e la diffusione di materiale di propaganda [...]" , come ricordato nell'epigrafe posta presso la Piramide Cestia, su iniziativa di Carla Capponi, insieme alla scrittrice Natalia Ginzburg e ad Antonello Trombadori. 

Moltissime le epigrafi e le targhe apposte sugli edifici che ospitarono le prigioni nazifasciste, a cominciare da via Tasso: "L'edificio, comprendente i numeri civici 145 e 155, era la sede dell'organizzazione nazista: in queste stanze sono passati quasi tutti i martiri delle Fosse Ardeatine, di Forte Bravetta e i 14 della Storta". Dal 1957 è sede del Museo storico della Liberazione in Roma e reca la seguente epigrafe:

QUESTA LAPIDE CONSACRI NEI SECOLI

IL LUOGO

DOVE PIU' INFIERI LA FEROCIA NAZISTA

E PIU' RIFULSE L'EROISMO DEI MARTIRI [...]

Mogavero si sofferma sui luoghi delle stragi nazifasciste, come le borgate popolari e antifasciste: Pietralata, San Basilio, Tiburtino III, Torpignattara, Centocelle, Quadraro, Valle Aurelia, Forte Bravetta, sede di processi sommari e fucilazioni da settembre 1943, con i suoi settantasette martiri ricordati nell'epigrafe, tra cui Don Giuseppe Morosini, Montesacro e Valmelaina. Grande spazio, naturalmente alle Fosse Ardeatine e alle figure dei suoi martiri di cui l'Autore rintraccia le targhe commemorative apposte nei luoghi natali di Roma e del Lazio.

Infine, La Storta, l'ultima strage, perpetrata in fretta e furia dai nazisti incalzati dall'avanzata alleata, il 4 giugno 1944. Quattordici martiri uccisi con un frettoloso colpo alla nuca e abbandonati presso una rimessa dell'ex tenuta Grazioli, in località La Storta. Tra questi, il sindacalista Bruno Buozzi, partigiani, ufficiali, massoni, etc.

E tante altre figure celebri come Salvo D'Acquisto o la principessa Mafalda di Savoia, o semplici cittadini romani, deportati  nei campi di concentramento, come per esempio Fernando Nuccitelli, oppure falciati dalla furia nazista, come Teresa Gullace Talotta o CaterinaMartinelli e "le donne dei forni": dieci furono le donne, che protestavano per la mancanza di razioni,presso il forno Tesei, all'Ostiense, uccise dai nazisti a sangue freddo, a cui è dedicato un bassorilievo accanto il Ponte dell'industria. 

Il 4 giugno 1944, gli Alleati entrano in Roma, da Porta maggiore e da Porta San Giovanni, mentre i tedeschi abbandonavano la città fuggendo a nord. Purtroppo numerose furono le vittime di quei momenti drammatici. 

 

Per approfondimenti e risorse digitali: 

1. percorso bibliografico

2. percorso bibliografico

3. percorso bibliografico

4. percorso bibliografico

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